“I consumatori hanno un’attenzione sempre maggiore verso i prodotti, i servizi e i processi di produzione. Per questo le imprese devono adottare non solo politiche etiche e responsabili, ma anche trovare modi per rendere le proprie scelte visibili, chiare e riconoscibili. La certificazione etica assume quindi un valore strategico, perché consente di instaurare un rapporto di fiducia, credibilità e trasparenza con i propri stakeholder”.

il Portale delle Camere di Commercio d’Italia

 

Nel 2015 è stato pubblicato l’Eurobarometro sul benessere animale, che indica come la maggioranza dei consumatori italiani sia preoccupata per le condizioni degli animali in allevamento (il 47% ritiene “molto importante” proteggere il benessere degli animali e un altro 47% ritiene che sia “alquanto importante”), che l’80% vorrebbe avere più informazioni su come sono trattati gli animali negli allevamenti e che il 47% legge le etichette per cercare prodotti animal-friendly (il 43% dei consumatori si dichiara disposto a pagare di più per prodotti più rispettosi del benessere degli animali).

La normativa cogente risulta spesso insufficiente a definire standard in grado di soddisfare le aspettative del consumatore sensibile ai temi della produzione e del commercio etici.

Il quadro normativo in ambito di benessere animale, ad esempio, è pensato per fissare dei limiti destinati ad essere osservati dagli attuali sistemi di allevamento, che siano intensivi o estensivi. Di fatto questo approccio rende necessaria la promozione di caratteristiche aggiuntive rispetto a quelle stabilite per legge, ingenerando spesso confusione e diffidenza nel consumatore.

In questo quadro la certificazione Allevamento Rispettoso, al pari di altre certificazioni etiche, si pone sia come garanzia di trasparenza per il consumatore sensibile che di visibilità per il produttore virtuoso.