Perchè “Rispettoso”?

Perchè “Rispettoso”?

L'osservanza delle leggi comunitarie e nazionali in ambito di benessere animale non è sufficiente a garantire un'adeguata qualità della vita agli animali allevati? La risposta a questa domanda dipende inevitabilmente da cosa si intende per "adeguata qualità della vita" ed è, pertanto, soggettiva. Di sicuro, a questo riguardo, esistono notevoli differenze a seconda che ci si riferisca all'allevamento estensivo o all'allevamento intensivo. Mentre, tra i due sistemi, ci sono differenze sostanziali dal punto di vista della qualità della vita degli animali allevati, dal punto di vista normativo l'estensivo che l'intensivo condividono il medesimo quadro. Di conseguenza se, come noi, ritenete che l'allevamento intensivo non garantisca agli animali condizioni di vita rispettose della loro etologia, la risposta alla domanda iniziale è sicuramente "NO". Da questa risposta nasce l'esigenza di individuare regole molto più restrittive, in grado di garantire elevati standard di qualità della vita degli animali allevati. Queste regole sono raccolte in un Disciplinare: uno strumento complesso, fondato su profonde basi scientifiche e privo...
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“Qualità della vita” o “Benessere animale”?

“Qualità della vita” o “Benessere animale”?

Con l’espressione “benessere animale”, in zootecnia, si è soliti indicare la condizione degli animali rispetto alla presenza/assenza di malattia e sofferenze, intese anche come dolore, stress e paura. Numerose norme tutelano il benessere animale e definiscono regole e requisiti minimi per l'allevamento, il trasporto e la macellazione, mentre sono in fase di studio precisi indicatori di benessere che ci consentiranno di misurarlo, valutarlo e migliorarlo. Indubbiamente, il processo che tramite una spinta selezione genetica e lo sviluppo di raffinate tecniche produttive ci ha portati alla realtà dell'allevamento intensivo e al super-sfruttamento delle risorse degli animali da reddito, vive oggi una battuta d'arresto, soprattutto grazie alle pressioni esercitate dai consumatori, non più disposti a tollerare certi compromessi. Tuttavia il cambiamento in atto è lento, graduale e non del tutto rassicurante per coloro che intendono il benessere come uno stato fisico e mentale positivo, e piuttosto che all'assenza di disagio, dolore, malattia, fanno riferimento alla presenza di sensazioni ed esperienze piacevoli, alla...
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